Binari Leggendari

Schiavon, VI

Storie di treni: la «Vaca Mora»

🚂 Chiamavano «Vaca Mora» la locomotiva a vapore. Sul finire dell'Ottocento la Vaca Mora arrivò sbuffando fino a Schiavon, nelle campagne vicentine, sulla nuova linea ferroviaria che scendeva da Schio e correva verso il futuro.

🚂 I passeggeri aspettavano la Vaca Mora all'Osteria al Cappello, da poco aperta da un giovane intraprendente, che vendeva vino e cappelli di paglia: GioBatta Poli.

🚂 I viaggiatori ingannavano il tempo con una chiacchiera e un bicchier di vino o magari con un goccetto di quell’amaro che GioBatta stesso preparava mettendo in infusione erbe, bucce di frutti e radici. Spesso entrava in osteria anche il macchinista, per bersi un goccio prima di ripartire!

🚂 Fu lì, dove l'Osteria al Cappello accoglieva i viaggiatori dei tempi moderni, che nel 1898 sorsero le Distillerie Poli. La Vaca Mora non esiste più, ma il suo nome rimane sull'amaro di GioBatta, ancor oggi prodotto secondo l'antica ricetta.

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Ph: I luoghi dell'abbandono