
Favazzina, vita da spiaggia e limoni sfusati
Sulla costa tirrenica tra Scilla e Bagnara, una delle spiagge più apprezzate della Costa Viola
Dov'è

Favazzina: sulla costa di Scilla
Favazzina è la frazione costiera di Scilla, pochi chilometri a nord del capoluogo lungo la Tirrena Inferiore alla volta di Bagnara e Palmi. Il piccolo nucleo storico si stringe attorno alla chiesa della Santa Croce mentre le costruzioni più recenti si allungano a ridosso della spiaggia che è una delle attrazioni della Costa Viola. Ai primi del Novecento la località aveva una certa rilevanza per il polo produttivo attivo a monte dell'abitato, servito da uno scalo ferroviario. Una piccola centrale idroelettrica, alimentata dalla vicina fiumara, e alcuni opifici: una fabbrica di cera, una cartiera, un pastificio, due mulini. «Il paese dei mulini baronali», per l'appunto, questo l'antico appellativo di Favazzina. Attività da tempo dismesse, delle quali semmai si parla in termini di archeologia del contemporaneo.
La chiesa della Santa Croce e la storia del paese
È la chiesa della Santa Croce a raccontare la storia del paese, sorto come contrada agricola al tempo in cui vigne e agrumeti erano la principale risorsa della costiera tra Scilla e Bagnara. Qualcosa di queste preziose colture terrazzate si vede ancora. La prima chiesetta, costruita da un possidente, acquisì autonomia e maggiore dignità sul finire del Settecento. L'odierna facciata neoclassica è però frutto della ricostruzione successiva al terremoto del 1908, per non dire di quello del 1738. Ogni volta si recuperava dalle macerie quel che si poteva e lo si reimpiegava ad memoriam, com'è successo per l'altare maggiore, composto da marmi di restauro. Quel che risalta all'interno è piuttosto un grande reliquiario. Una storia romanzesca, che si ravviva quando il 14 settembre viene il momento solenne dell'Esaltazione della Santa Croce.
Cosa fare a Favazzina
In tema di villeggiatura la prima attrattiva di Favazzina è la lunga spiaggia sabbiosa, scandita da scogliere artificiali che nel proteggerla dall'erosione formano una successione di piccole insenature, quasi delle piscine naturali, fatte apposta per il piacere dei bagnanti. Comunque, basta inoltrarsi poco oltre per trovarsi a nuotare su un fondale eterogeneo soggetto alle correnti che appare in tutta la sua vitalità anche ai principianti dello snorkeling. Non è che l'anteprima di un tratto marino di riconosciuto valore naturalistico, frequentato dagli appassionati di subacquea per quei caratteri di eccezionale biodiversità che gli derivano dall'essere all'imbocco dello Stretto di Messina
La storia recente
Tornando di nuovo sulla storia più recente, il nome di Favazzina ricorre nelle cronache del primo Novecento per la produzione di una varietà di limone che viene raccolto in settembre allo stato di verdello, ovvero nel momento i cui si realizza una sorprendente combinazione tra aroma e succo. Lo Sfusato di Favazzina, così chiamato per la forma ellittica, veniva allora coltivato con grande perizia terrazzando la costiera con muretti di pietra a secco. Una produzione, che per l'impervietà degli agrumeti e la fatica di mantenerli non è esagerato definire «eroica». Oggi, dopo decenni di decadenza, il limone di Favazzina registra un ritorno d'interesse che trova espressione in un prodotto, il limoncello di Scilla, diventato in breve uno dei souvenir più popolari della Costa Viola.
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