
Jungi Mundu e la rinascita di Camini
Un piccolo Comune della Locride rinasce grazie a un progetto di accoglienza
Dov'è

Camini, il paese di Jungi Mundu
Il piccolo comune di Camini sembrava uno dei tanti borghi dell'entroterra calabrese destinato a svuotarsi. A nulla valeva la bella posizione collinare, né la vista sul Mar Jonio, né la vicinanza al tratto di mare che solo pochi decenni prima aveva restituito i due gloriosi Bronzi di Riace.
Perché è speciale: accoglienza e rigenerazione
Un progetto internazionale, una cooperativa sociale che nasce nel 2011 per accogliere a Camini profughi e rifugiati... Ed ecco che le strade vuote tornano ad animarsi: bambini che corrono, profumi di cibi esotici, voci e canti venuti da lontano...
«Jungi Mundu» significa «unisci il mondo»
L'accoglienza è diventata per Camini l'occasione di rinascita e riscatto. La Cooperativa oggi dà lavoro a una trentina di persone: ci sono laboratori di argilla e falegnameria, un forno del pane, laboratori tessili e di sartoria, la scuola e una Casa delle Conserve profumata di capperi, liquirizia, pomodori seccati al sole, basilico... I terreni incolti sono diventati orti sociali e le case abbandonate dai caminesi emigrati sono state ristrutturate e aperte a queste nuove famiglie e ai visitatori.
Un borgo multietnico
In una festa di lingue e saperi, si tramandano tradizioni, si insegnano mestieri, si scambiano ricette che da entrambe le sponde del Mediterraneo raccontano storie di saggezza contadina, comunità e condivisione. E alla tavola comune arrivano insieme le melanzane «incugnettate» e i falafel alla maniera siriana.
Borgo accogliente, turista felice
Da cosa nasce cosa. Chi arriva da turista a Camini sente che sta facendo qualcosa di buono non solo per sé ma per tutta la comunità: trova un albergo diffuso, un mondo a colori, la possibilità di imparare arti e innesca un volano di scambio e sostenibilità.
Curiosità: le melanzane «incugnettate»
«U cugnettu» è il tradizionale recipiente in terracotta che si usava (e si usa tuttora) per conservare ortaggi, olive, acciughe... Il coperchio è un disco di legno («u timpagnu») su cui si mette un grosso peso, per schiacciare bene il contenuto e conservarlo al meglio.
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Collezioni
La Mappa ringrazia:
PNRR a titolarità del Ministero della Cultura (MiC) M1C3 – 2.1 “Attrattività dei borghi” – Linea B – “Borghi in piazza - Spirito d’Oriente in Occidente” – Int. 2 - Digitalizzazione del territorio – CUP F49I22000220006 – CIG B693A24037
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