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Le giuggiole di Arquà Petrarca

Andare in brodo di giuggiole, ad Arquà non è solo un modo di dire!

Sapori locali
Sapori locali

Dov'è

Veneto

35032 Arquà Petrarca PD, Italia (52m s.l.m.)

Indicazioni stradali
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Arquà, il borgo del Giuggiolo

Passeggiando per le vie di Arquà Petrarca ci si sorprende nell'ammirare la presenza del Giuggiolo in ogni giardino. Pur essendo altrove una pianta rara, il Giuggiolo trova in questo borgo il suo ambiente ideale, tanto da essere inserito nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Pianta ornamentale, nei mesi di settembre e ottobre i suoi rami si ricoprono di piccoli e deliziosi frutti brunastri che possono essere sgranocchiati appena colti o impiegati in cucina.

01-giuggioleLe giuggiole

Le giuggiole, piccole, dolci perle

Oltre ad essere molto buone, le giuggiole sono anche salutari. Ricchi di vitamina C, questi frutti sono noti per le loro proprietà diuretiche, antipiretiche, anti-infiammatorie ed espettoranti. Lo sanno bene gli abitanti di Arquà Petrarca che li utilizzano nella produzione di decotti, marmellate, cioccolatini, gelatine e zaèti, prodotti unici della zona. Celebre è anche il brodo di giuggiole, un infuso alcolico di frutta autunnale, divenuta una vera e propria specialità arquatense.

Ad ottobre si festeggia

Nel cuore dell'autunno, stagione della maturazione e raccolta delle giuggiole, Arquà Petrarca dedica una festa ai frutti che ne identificano la tipicità territoriale. Le prime due domeniche di ottobre, l'atmosfera medievale si vivifica con la Festa delle giuggiole, durante la quale figuranti in costume d’epoca, tra cui Francesco Petrarca e Laura, animano le vie dell'antico borgo. Inoltre mercatini, botteghe artigianali e stand gastronomici offrono l'occasione di conoscere i prodotti tipici del luogo.

Non tutti sanno che l'espressione «andare in brodo di giuggiole», impiegata per indicare uno stato di sconfinata felicità, era già presente nella prima edizione del Vocabolario della Crusca del 1612 e che indicava «godere di molto chicchessia». Tale espressione potrebbe derivare da quella analoga toscana «andare in brodo di succiole» (castagne lessate in acqua con la scorza) e che poi diventò «andare in brodo di giuggiole»!

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